L’olio di palma: un caso sociale di consumo consapevole

L’olio di palma deriva dalla polpa del frutto della palma da olio, una pianta che viene coltivata esclusivamente in ambienti caldi-umidi, prevalentemente in Indonesia e in Malesia.

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L’olio di palma è composto da un 50% di grassi saturi (in particolare acido palmitico) e da un 50% di grassi insaturi, oltre ai grassi  sono presenti anche vitamina E, fitosteroli e carotenoidi.

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Confrontando l’olio di palma con altri oli usati nell’alimentazione si può vedere che la percentuale di grassi saturi nel primo è nettamente maggiore, l’olio di oliva ad esempio ne contiene un 10-20% mentre quello di girasole un 10-15%. I grassi saturi, quando sono in eccesso nella dieta possono portare ad effetti negativi sulla nostra salute, soprattutto dal punto di vista cardiovascolare, per questo motivo dovrebbero costituire soltanto un 10% delle calorie che assumiamo ogni giorno. Sempre a riguardo dell’impatto dell’olio di palma sulla salute, a maggio del 2016, l’EFSA ha pubblicato dati allarmanti secondo cui nell’olio di palma sono presenti sostanze cancerogene come il glicidolo esterificato o altre componenti, che si formano durante la raffinazione, non solo dell’olio di palma, ma di molti altri oli vegetali.

L’enorme uso dell’olio di palma è dovuto alle sue proprietà che si prestano molto bene nel settore alimentare, in quanto ha un basso costo, un buon sapore (ideale per migliorare la palatabilità dei prodotti confezionati), non irrancidisce e si presta bene per la frittura.

L’olio di palma, però,  non solo porta ad aumentare l’assunzione di grassi saturi nella nostra dieta quotidiana aumentando il rischio di avere un impatto negativo sulla nostra salute, ma porta un enorme impatto negativo anche dal punto di vista ambientale, etico e sociale.

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Per far spazio alle coltivazioni della palma da olio, numerose terre vengono sequestrate ad alcune popolazioni locali, vengono deforestati numerosi boschi comportando non soltanto una grande perdita di biodiversità vegetale, ma anche portando numerose specie animali ad un forte rischio di estinzione, ad esempio la tigre, il rinoceronte e l’orango.

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Ci sono però dati positivi che indicano quanto l’opinione pubblica e il consumo consapevole possano influenzare il mercato. L’Italia si presta a diventare il primo paese europeo palm free, numerose marche della grande distribuzione hanno infatti tolto l’olio di palma dai loro prodotti sostituendolo con altri prodotti come ad esempio l’olio di girasole. Questo ha fatto sì che la lista dei prodotti senza olio di palma sia passata in due anni da 50 a 1000 referenze.

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La zucca: usi e proprietà nutrizionali

Mai come in questo periodo siamo circondati dalla zucca, sia all’interno dei negozi come ornamento, sia in varie ricette in cucina.Risultati immagini per zucca

Questa pianta, oltre ad essere utilizzata nel settore erboristico e cosmetico, è soprattutto usata in cucina in diverse sue parti.

  1. La polpa: può essere cotta a vapore per preparare zuppe e vellutate, può essere tagliata a dadini e cotta in padella, oppure può essere cotta al forno. La polpa poi si presta bene come ripieno di ravioli o tortelloni, o per alcuni dolci.Risultati immagini per pumpkin soupDal punto di vista nutrizionale la zucca presenta poche calorie, dovute alle grandi quantità d’acqua all’interno, e pochi grassi. Sono abbondanti i micronutrienti come caroteni, vitamina A e C, e molte fibre. Queste proprietà nutrizionali le ritroviamo nella zucca gialla e nella zucca rossa, nella zucca tonda e in quella allungata.
  2. Semi di zucca: sono alimenti ricchi di carotenoidi e altri minerali come lo Zinco, il Manganese, il Magnesio, il Fosforo e il Ferro, presentano inoltre acidi grassi insaturi e vitamina E, sono quindi utili a ridurre i livelli di colesterolo. Risultati immagini per pumpkin seedsI semi di zucca sono ideali per condire le insalate.
  3. I fiori di zucca che si possono comunemente acquistare nei supermercati possono provenire sia dalla zucca, sia dalla zucchina e presentano caratteristiche nutrizionali molto simili. Questi fiori hanno un ridotto numero di calorie e contengono minerali come il Calcio e il Fosforo, e vitamine A e C.Risultati immagini per pumpkin flowerSolitamente i fiori di zucca vengono cucinati fritti e pastellati, si consiglia quindi di non eccedere nel consumo di queste ricette e di scegliere per la frittura l’olio di arachidi. Ci sono poi molte altre numerose ricette che ne prevedono l’uso, come per esempio nella pasta fresca, nelle torte salate o fatti al forno con un ripieno di formaggi.

I 5 antiossidanti naturali più apprezzati dal nostro palato

Quando la parola “cibo” si accosta alla parola “salute“, spesso si pensa di dover intraprendere una dieta triste e povera, che costringe a numerose rinunce alimentari.

Ci sono però molto cibi che vengono definiti “nutraceutici”, dall’unione delle parole “nutrizionale” e “farmaceutico”, in quanto hanno un effetto positivo sulla nostra salute.

Molti di questi nutraceutici hanno un’azione antiossidante, ovvero sono capaci di contrastare i danni da invecchiamento cellulare causati dai radicali liberi, diventando quindi fondamentali nella prevenzione delle malattie del metabolismo e neurodegenerative.

Frutta e verdura sono tra i principali antiossidanti naturali, ma anche altri alimenti, solitamente molto apprezzati dalle persone, hanno questo potere.

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Vediamo insieme i 5 antiossidanti più apprezzati dal nostro palato:

  • le noci: sono una fonte di grassi “buoni” come gli omega 3 e omega 6, e aiutano a ridurre il colesterolo LDL, ovvero quello cattivoRisultati immagini per noci
  • la curcuma: ha proprietà antitumorali, antinfiammatorie, analgesiche e aiuta a ridurre la progressione delle malattie neuro-degenerative 
  • Risultati immagini per curcuma
  • il tè verde: rafforza il sistema immunitario, aiuta a ridurre l’assorbimento degli zuccheri, aiuta a mineralizzare ossa, pelle e capelli 

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  • il cacao: regola il colesterolo, la pressione sanguigna e garantisce il buon umore (anche se si consiglia di preferire il cioccolato fondente ad alta percentuale di cacao) 

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  • il vino rosso: aiuta a ridurre il colesterolo cattivo e quindi protegge dal rischio cardiovascolare (bisogna però stare attenti a non superare la dose consigliata di 1 bicchiere al giorno a pasto per le donne e 2 bicchieri al giorno a pasto per gli uomini) 

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E’ quindi importante consumare questi alimenti, ma con consapevolezza e moderazione in quanto alcuni sono molto calorici, bisogna stare attenti ad evitare gli eccessi.

Come disse Ippocrate “fa che la tua medicina sia il tuo cibo“.

Le 10 proprietà dei semi di chia

La chia è una pianta originaria del centro America, in particolare della zona di Messico e Guatemala.

Questa pianta è da sempre coltivata per i suoi semi che erano considerati il cibo dei guerrieri, “chia“, infatti, significa “forza”.

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I semi di questa pianta hanno un forte potere nutraceutico (“nutriente” + “farmaceutico“), ovvero un alimento con proprietà benefiche sulla nostra salute, vediamone alcune:

  • importante fonte di acidi grassi omega 3
  • fonte di fibra
  • fonte di minerali quali calcio, ferro, fosforo, zinco e manganese
  • fonte di aminoacidi essenziali
  • fonte di vitamina C
  • forte potere antiossidante
  • regolano la pressione alta
  • hanno un basso indice glicemico
  • si produce un olio che contiene tutte queste proprietà
  • si produce una farina con tutte queste proprietà, ideale per i prodotti da forno

I semi di chia sono ideali come spuntino, ad esempio in aggiunta allo yogurt, oppure sono un ottimo modo per condire zuppe, insalate o verdure.

Ecco alcuni esempi molto semplici di come inserirli nell’alimentazione:

  • yogurt con cereali o muesli, semi di chia ed un cucchiaio di miele

  • riso con verdure di stagione e semi di chia

  • macedonia con semi di chia

  • pane con semi di chia

  • polenta con semi di chia

Si consiglia di non esagerare con l’assunzione di questo alimento, ci sono tuttora studi in corso sulle quantità consigliate i quanto un eccesso potrebbe interferire con alcuni tipi di farmaci. Come per tutti gli alimenti è importante non eccedere, variare spesso e avere un’alimentazione equilibrata.

 

Obesity day e la dieta che fa vivere di più

Il 10 ottobre è stato nominato “Obesity day”, ovvero una giornata per sensibilizzare le persone e parlare dei problemi legati al sovrappeso e all’obesità.

In Italia ci sono circa 6 milioni di persone obese e 21 milioni di sovrappeso, ovvero quasi il 60% della popolazione è affetta da questo problema.

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Sovrappeso e obesità infatti

  • sono correlate a un aumento di malattie croniche
  • aggravano le malattie già esistenti
  • accorciano la durata della vita

Le regioni più colpite sono quelle del centro-sud Italia e le fasce più colpite della popolazione sono quelle con il livello più basso di istruzione e con il reddito più basso. Questi dati ci permettono di capire quanto un’educazione alimentare sia importante per evitare di incorrere in errori alimentari evitabili.

Una buona notizia arriva da un’indagine Coldiretti, secondo la quale gli italiani sono sempre più propensi a migliorare il loro stile alimentare abbracciando sempre di più la Dieta Mediterranea. Sono infatti aumentati gli acquisti di olio extravergine di oliva, pesce, frutta e verdura fresche, e pasta.

Grazie alla Dieta Mediterranea gli italiani si aggiudicano il primo posto sulla scala della longevità!

Un’altra notizia positiva è che nell’ultimo anno circa il 25% degli italiani si è rivolto a un nutrizionista o dietologo o dietista per intraprendere un percorso alimentare volto a migliorare la propria alimentazione. Questo indica un’attenzione sempre maggiore a un’alimentazione sana ed equilibrata.

 

 

IL LATTE, OPINIONI CONTRASTANTI E SCELTE ETICHE

Il latte è un alimento tra i più dibattuti, ci sono numerosi studi in atto e opinioni molto contrastanti tra loro riguardo il suo potere nutrizionale e i suoi effetti sulla nostra salute.

C’è chi sostiene che sia un alimento completo ed insostituibile per il suo contenuto in zuccheri, proteine, grassi e micronutrienti come il calcio e vitamine, inoltre sembrerebbe aumentare il senso di sazietà permettendo quindi di aumentare il peso senza introdurre altri alimenti altamente calorici.

Ci sono poi altri che sostengono che il latte, dopo che è avvenuto lo svezzamento, non è più un alimento fondamentale per l’uomo, a dimostrarlo l’elevato numero di intolleranze al lattosio presenti nella popolazione umana.

Uno studio effettuato dagli economisti dell’Università degli Studi di Padova dimostra un consumatore sempre più attento riguardo il consumo di latte, in quanto le vendite di latte vaccino sono calate del 9,4% al contrario delle vendite di latte vegetale, che sono aumentate del 32,2% e sembrano destinate a crescere.

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La motivazione di questi dati sembra essere dovuta a un numero sempre crescente di persone intolleranti al lattosio o allergiche alle proteine del latte, persone vegane, o persone semplicemente attente e sensibili alla qualità del latte proveniente da allevamento.

Dal punto di vista nutrizionale i nutrienti presenti nel latte vaccino possono essere trovati anche in altri alimenti di origine vegetale come frutta, verdura, legumi, frutta secca, e latti vegetali che sono molto spesso addizionati di calcio e delle vitamina D e B12. I latti vegetali sono quindi una valida alternativa al consumo di latte di origine animale.

Esistono numerosi esempi di latte vegetale ognuno ha diverse proprietà, per questo motivo potrebbe essere utile variare e consumare i diversi tipi di latte in commercio. Il latte di soia ad esempio è molto proteico, poco calorico e aiuta a ridurre il “colesterolo cattivo”; il latte di riso ha meno proteine ma contiene numerose vitamine A, B, D; il latte d’avena contiene fibra, vitamine e acido folico; il latte di mandorla è più calorico, ma ricco di calcio e antiossidanti.

Settimana della Dieta Mediterranea

DAL 19 AL 24 SETTEMBRE 2016: SETTIMANA DELLA DIETA MEDITERRANEA

Durante la settimana della Dieta Mediterranea sarà possibile Contattare un Biologo Nutrizionista per concordare una CONSULENZA GRATUITA.

Potete prenotare un appuntamento presso il mio studio di viale della Pace 16/F a Sassuolo (MO) chiamando il numero 3480080334.

L’obiettivo di questo evento, organizzato dall’Ordine Nazionale dei Biologi, è quello di trasmettere l’importanza di introdurre un’adeguata alimentazione nel proprio stile di vita, ma soprattutto sottolineare l’importanza di programmare un percorso dietetico alimentare esclusivamente sotto la supervisione di un professionista della salute.

Per saperne di più:
http://www.mangiareesalute.it/settimana-della-dieta-mediterranea/

 

 

Alimentazione e Benessere

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Giovedì 15 settembre alle ore 20.45, presso la Sala Civica di San Michele (Sassuolo), terrò una conferenza dal titolo “Alimentazione e Benessere, come coniugare una buona alimentazione e un perfetto stile di vita”.

L’evento è organizzato in collaborazione con il Comune di Sassuolo e con l’Associazione Culturale Amici di San Michele, l’ingresso è libero.

Il prezzo del caffè

Pochi giorni fa un caro amico è tornato da un lungo viaggio in Honduras, e oltre ad avermi portato in regalo il loro caffè tipico, prodotto dalle popolazioni locali,  mi ha illustrato qualche fotografia scattata da lui sulla deforestazione causata dalle piantagioni per la produzione  del caffè. Ecco il suo racconto e qualche consiglio per un consumo critico.

” Il caffè è una bevanda che per millenni è stata apprezzata da tutte le popolazioni del centro e sud America. Dal momento della sua scoperta in Europa, è entrata a far parte della cultura alimentare, fino a diventare quel gusto che accompagna tutti gli italiani, creando una vera e propria cultura del caffè. Purtroppo tutto questo ha un prezzo, non in termini economici, ma un altissimo costo ambientale. I paesi di origine, tutti nella fascia tropicale del nostro pianeta, hanno un enorme e inestimabile patrimonio di biodiversità che rischia di scomparire anche a causa del caffè. La deforestazione che spesso ha luogo per creare spazio e terreno fertile per nuove piantagioni sta mettendo in serio pericolo gli ecosistemi locali e le rare specie di rettili, anfibi, insetti, uccelli e mammiferi che coesistono in quei luoghi da molti millenni prima dell’arrivo dell’uomo.
Per questo motivo è bene promuovere un consumo sostenibile, acquistando caffè proveniente da piantagioni che non hanno soppiantato, almeno in tempi recenti, le foreste tropicali.
Il caffè che è possibile acquistare nel Parco Nazionale Cusuco, in Honduras, proviene da piantagioni “amiche dell’ambiente”, ma anche nei normali supermercati è possibile trovare caffè solidale e sostenibile.”

Niccolò Patelli (agronomo e fotografo)

I benefici della caffeina

La caffeina è una molecola contenuta nel caffè, ma anche nel tè, nel cacao e nella coca-cola, che comporta numerosi effetti positivi nell’organismo umano.

Se assunta in piccole dosi, infatti, esercita un’azione eccitante sul sistema nervoso, favorendo il rilascio di ormoni come l’adrenalina, che comporta un aumento del metabolismo e della frequenza cardiaca. Oltre ad avere un effetto energetico, la caffeina sembra avere la capacità di ricavare energia bruciando i grassi e di ridurre l’appetito. Questa molecola ha un’importante azione anche sul nostro stomaco, in quanto regola e aumenta la secrezione di succhi gastrici favorendo la digestione.

Non bisogna però eccedere con il consumo di caffè perché un eccesso di caffeina può causare tachicardia, insonnia, nervosismo, acidità di stomaco. Se non si soffre di particolari disturbi come reflusso gastro-esofageo, ulcera, ipertensione e aritmia, la quantità massima di caffè (da moka) consigliata equivale a 3 tazzine al giorno per le donne e 4 tazzine al giorno per gli uomini.