Le 10 proprietà dei semi di chia

La chia è una pianta originaria del centro America, in particolare della zona di Messico e Guatemala.

Questa pianta è da sempre coltivata per i suoi semi che erano considerati il cibo dei guerrieri, “chia“, infatti, significa “forza”.

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I semi di questa pianta hanno un forte potere nutraceutico (“nutriente” + “farmaceutico“), ovvero un alimento con proprietà benefiche sulla nostra salute, vediamone alcune:

  • importante fonte di acidi grassi omega 3
  • fonte di fibra
  • fonte di minerali quali calcio, ferro, fosforo, zinco e manganese
  • fonte di aminoacidi essenziali
  • fonte di vitamina C
  • forte potere antiossidante
  • regolano la pressione alta
  • hanno un basso indice glicemico
  • si produce un olio che contiene tutte queste proprietà
  • si produce una farina con tutte queste proprietà, ideale per i prodotti da forno

I semi di chia sono ideali come spuntino, ad esempio in aggiunta allo yogurt, oppure sono un ottimo modo per condire zuppe, insalate o verdure.

Ecco alcuni esempi molto semplici di come inserirli nell’alimentazione:

  • yogurt con cereali o muesli, semi di chia ed un cucchiaio di miele

  • riso con verdure di stagione e semi di chia

  • macedonia con semi di chia

  • pane con semi di chia

  • polenta con semi di chia

Si consiglia di non esagerare con l’assunzione di questo alimento, ci sono tuttora studi in corso sulle quantità consigliate i quanto un eccesso potrebbe interferire con alcuni tipi di farmaci. Come per tutti gli alimenti è importante non eccedere, variare spesso e avere un’alimentazione equilibrata.

 

Obesity day e la dieta che fa vivere di più

Il 10 ottobre è stato nominato “Obesity day”, ovvero una giornata per sensibilizzare le persone e parlare dei problemi legati al sovrappeso e all’obesità.

In Italia ci sono circa 6 milioni di persone obese e 21 milioni di sovrappeso, ovvero quasi il 60% della popolazione è affetta da questo problema.

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Sovrappeso e obesità infatti

  • sono correlate a un aumento di malattie croniche
  • aggravano le malattie già esistenti
  • accorciano la durata della vita

Le regioni più colpite sono quelle del centro-sud Italia e le fasce più colpite della popolazione sono quelle con il livello più basso di istruzione e con il reddito più basso. Questi dati ci permettono di capire quanto un’educazione alimentare sia importante per evitare di incorrere in errori alimentari evitabili.

Una buona notizia arriva da un’indagine Coldiretti, secondo la quale gli italiani sono sempre più propensi a migliorare il loro stile alimentare abbracciando sempre di più la Dieta Mediterranea. Sono infatti aumentati gli acquisti di olio extravergine di oliva, pesce, frutta e verdura fresche, e pasta.

Grazie alla Dieta Mediterranea gli italiani si aggiudicano il primo posto sulla scala della longevità!

Un’altra notizia positiva è che nell’ultimo anno circa il 25% degli italiani si è rivolto a un nutrizionista o dietologo o dietista per intraprendere un percorso alimentare volto a migliorare la propria alimentazione. Questo indica un’attenzione sempre maggiore a un’alimentazione sana ed equilibrata.

 

 

IL LATTE, OPINIONI CONTRASTANTI E SCELTE ETICHE

Il latte è un alimento tra i più dibattuti, ci sono numerosi studi in atto e opinioni molto contrastanti tra loro riguardo il suo potere nutrizionale e i suoi effetti sulla nostra salute.

C’è chi sostiene che sia un alimento completo ed insostituibile per il suo contenuto in zuccheri, proteine, grassi e micronutrienti come il calcio e vitamine, inoltre sembrerebbe aumentare il senso di sazietà permettendo quindi di aumentare il peso senza introdurre altri alimenti altamente calorici.

Ci sono poi altri che sostengono che il latte, dopo che è avvenuto lo svezzamento, non è più un alimento fondamentale per l’uomo, a dimostrarlo l’elevato numero di intolleranze al lattosio presenti nella popolazione umana.

Uno studio effettuato dagli economisti dell’Università degli Studi di Padova dimostra un consumatore sempre più attento riguardo il consumo di latte, in quanto le vendite di latte vaccino sono calate del 9,4% al contrario delle vendite di latte vegetale, che sono aumentate del 32,2% e sembrano destinate a crescere.

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La motivazione di questi dati sembra essere dovuta a un numero sempre crescente di persone intolleranti al lattosio o allergiche alle proteine del latte, persone vegane, o persone semplicemente attente e sensibili alla qualità del latte proveniente da allevamento.

Dal punto di vista nutrizionale i nutrienti presenti nel latte vaccino possono essere trovati anche in altri alimenti di origine vegetale come frutta, verdura, legumi, frutta secca, e latti vegetali che sono molto spesso addizionati di calcio e delle vitamina D e B12. I latti vegetali sono quindi una valida alternativa al consumo di latte di origine animale.

Esistono numerosi esempi di latte vegetale ognuno ha diverse proprietà, per questo motivo potrebbe essere utile variare e consumare i diversi tipi di latte in commercio. Il latte di soia ad esempio è molto proteico, poco calorico e aiuta a ridurre il “colesterolo cattivo”; il latte di riso ha meno proteine ma contiene numerose vitamine A, B, D; il latte d’avena contiene fibra, vitamine e acido folico; il latte di mandorla è più calorico, ma ricco di calcio e antiossidanti.

Settimana della Dieta Mediterranea

DAL 19 AL 24 SETTEMBRE 2016: SETTIMANA DELLA DIETA MEDITERRANEA

Durante la settimana della Dieta Mediterranea sarà possibile Contattare un Biologo Nutrizionista per concordare una CONSULENZA GRATUITA.

Potete prenotare un appuntamento presso il mio studio di viale della Pace 16/F a Sassuolo (MO) chiamando il numero 3480080334.

L’obiettivo di questo evento, organizzato dall’Ordine Nazionale dei Biologi, è quello di trasmettere l’importanza di introdurre un’adeguata alimentazione nel proprio stile di vita, ma soprattutto sottolineare l’importanza di programmare un percorso dietetico alimentare esclusivamente sotto la supervisione di un professionista della salute.

Per saperne di più:
http://www.mangiareesalute.it/settimana-della-dieta-mediterranea/

 

 

Alimentazione e Benessere

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Giovedì 15 settembre alle ore 20.45, presso la Sala Civica di San Michele (Sassuolo), terrò una conferenza dal titolo “Alimentazione e Benessere, come coniugare una buona alimentazione e un perfetto stile di vita”.

L’evento è organizzato in collaborazione con il Comune di Sassuolo e con l’Associazione Culturale Amici di San Michele, l’ingresso è libero.

Il prezzo del caffè

Pochi giorni fa un caro amico è tornato da un lungo viaggio in Honduras, e oltre ad avermi portato in regalo il loro caffè tipico, prodotto dalle popolazioni locali,  mi ha illustrato qualche fotografia scattata da lui sulla deforestazione causata dalle piantagioni per la produzione  del caffè. Ecco il suo racconto e qualche consiglio per un consumo critico.

” Il caffè è una bevanda che per millenni è stata apprezzata da tutte le popolazioni del centro e sud America. Dal momento della sua scoperta in Europa, è entrata a far parte della cultura alimentare, fino a diventare quel gusto che accompagna tutti gli italiani, creando una vera e propria cultura del caffè. Purtroppo tutto questo ha un prezzo, non in termini economici, ma un altissimo costo ambientale. I paesi di origine, tutti nella fascia tropicale del nostro pianeta, hanno un enorme e inestimabile patrimonio di biodiversità che rischia di scomparire anche a causa del caffè. La deforestazione che spesso ha luogo per creare spazio e terreno fertile per nuove piantagioni sta mettendo in serio pericolo gli ecosistemi locali e le rare specie di rettili, anfibi, insetti, uccelli e mammiferi che coesistono in quei luoghi da molti millenni prima dell’arrivo dell’uomo.
Per questo motivo è bene promuovere un consumo sostenibile, acquistando caffè proveniente da piantagioni che non hanno soppiantato, almeno in tempi recenti, le foreste tropicali.
Il caffè che è possibile acquistare nel Parco Nazionale Cusuco, in Honduras, proviene da piantagioni “amiche dell’ambiente”, ma anche nei normali supermercati è possibile trovare caffè solidale e sostenibile.”

Niccolò Patelli (agronomo e fotografo)

I benefici della caffeina

La caffeina è una molecola contenuta nel caffè, ma anche nel tè, nel cacao e nella coca-cola, che comporta numerosi effetti positivi nell’organismo umano.

Se assunta in piccole dosi, infatti, esercita un’azione eccitante sul sistema nervoso, favorendo il rilascio di ormoni come l’adrenalina, che comporta un aumento del metabolismo e della frequenza cardiaca. Oltre ad avere un effetto energetico, la caffeina sembra avere la capacità di ricavare energia bruciando i grassi e di ridurre l’appetito. Questa molecola ha un’importante azione anche sul nostro stomaco, in quanto regola e aumenta la secrezione di succhi gastrici favorendo la digestione.

Non bisogna però eccedere con il consumo di caffè perché un eccesso di caffeina può causare tachicardia, insonnia, nervosismo, acidità di stomaco. Se non si soffre di particolari disturbi come reflusso gastro-esofageo, ulcera, ipertensione e aritmia, la quantità massima di caffè (da moka) consigliata equivale a 3 tazzine al giorno per le donne e 4 tazzine al giorno per gli uomini.

L’impatto degli allevamenti intensivi

In occasione della Giornata della Terra, ho pensato di partire da questa foto, per fare una riflessione sugli allevamenti intensivi.
Tralasciando gli aspetti etici, che possono non essere condivisi da tutti, credo sia molto importante sapere che questi allevamenti hanno sul nostro pianeta un impatto enorme. Il 70% dei terreni agricoli (e il 30% delle terre emerse) è destinato alle coltivazioni di cereali che nutrono gli animali negli allevamenti. La produzione della carne è infatti costosa, per produrre un kg di carne occorrono 10 kg di cereali e complessivamente migliaia di litri d’acqua.
Un altro importante problema è quello dell’inquinamento ambientale, gli allevamenti intensivi producono reflui contenenti azoto, che finiscono nel terreno dando origine a nitrati, sostanze che possono trasformarsi in composti cancerogeni nel nostro stomaco.
Gli allevamenti intensivi sono inoltre responsabili di circa il 35% delle emissioni globali della CO2, tenendo conto anche dei trasporti in quanto un animale può nascere in un paese, essere allevato in un altro paese, macellato in un terzo paese e sezionato in un quarto.
Credo quindi sia fondamentale soffermarsi a leggere le etichette, scegliere attentamente carne e altri prodotti di origine animale che provengono dal nostro paese, preferibilemente non da allevamento intensivo ma eventualmente prodotti biologici.
Ricordiamoci inoltre che le linee guida per una sana alimentazione consigliano di consumare la carne non più di due volte alla settimana.

 

La storia dietro i codici sulle Uova

Quando compriamo le uova, sappiamo che tipo di prodotto stiamo acquistando?

Nello scegliere prodotti di origine animale, è fondamentale, a mio avviso, fare una scelta di consumo consapevole, ovvero essere capaci di leggere le etichette e sapere da dove proviene quello che stiamo per mangiare. La qualità della vita dell’animale è importante, non solo per una ragione etica, ma anche per quanto riguarda la qualità stessa del prodotto, ed è spesso correlata all’impatto che l’allevamento ha sull’ambiente: migliore la qualità della vita, minore l’impatto ambientale.

Sulla confezione delle uova, insieme alla descrizione dell’allevamento, troviamo dei codici. Per capire cosa significhino basta guardare l’immagine qui sotto.

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Esistono quattro tipi di codici:

  • Codice 3: “allevamento in batteria”
  • Codice 2: “allevamento a terra”
  • Codice 1: “allevamento all’aperto intensivo”
  • Codice 0: “allevamento all’aperto estensivo, o biologico”.

Dovremmo quindi cercare di scegliere uova provenienti da allevamenti biologici o estensivi: queste garantiscono una migliore qualità di vita all’animale, un allevamento che inquina meno il pianeta in cui viviamo e una migliore qualità del prodotto.

Ricordiamoci: siamo quello che mangiamo.