Verdure fresche o in busta?

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Le verdure vengono classificate come:

  • prima gamma: verdure fresche normali
  • seconda gamma: conserve o sottaceti
  • terza gamma: verdura surgelata
  • quarta gamma: verdure crude già lavate e pronte a essere consumate
  • quinta gamma:  verdure cotte già pronte

Le verdure di quarta gamma, ovvero quelle crude in busta, prima di arrivare al supermercato vengono lavate due volte e mantenute a una temperatura costante di 8°C, per mantenere la catena del freddo. E’ però importante sottolineare che queste non sono completamente sterili, in quanto il lavaggio non elimina completamente i microrganismi presenti, anche se questi sono mantenuti in una quantità non pericolosa per l’uomo.

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Se la temperatura di conservazione non viene mantenuta costante, ad esempio nel banco frigo del supermercato o lungo il trasporto, può verificarsi un aumento della proliferazione batterica con successiva fermentazione, causando così un aumento dell’aria all’interno della busta.

Occorre cercare di:

  1.  evitare sacchetti gonfi o con la condensa all’interno
  2. scegliere sacchetti con una data di scadenza lontana
  3. evitare le buste con foglie annerite (in questo caso la proliferazione è già aumentata)
  4. conservare le insalate in frigorifero cercando di riporle il prima possibile dopo l’acquisto
  5. lavare bene l’insalata prima del consumo
  6. consumarla nel giro di pochi giorni

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Ricordiamo, infine, che la verdura tende, una volta raccolta, a perdere le sue proprietà, e questa perdita iene facilitata anche dal taglio.

La verdura fresca, inoltre, ha un prezzo inferiore rispetto a quella in busta, in quanto viene soltanto raccolta e non lavorata industrialmente in termini di doppio lavaggio, catena del freddo e confezionamento.

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Gli alimenti che aiutano l’abbronzatura

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Con l’arrivo del bel tempo scoppia la voglia di sole e di abbronzatura. Le creme solari sono fondamentali per proteggere la nostra pelle dai danni che può provocare l’esposizione al sole, ma non dimentichiamo che anche un’alimentazione adeguata ci può aiutare su due fronti: avere una buona abbronzatura e difenderci dai raggi UV.

La prima regola quando si va in spiaggia o ci si espone al sole è quella di bere tanta acqua in modo da mantenere una buona idratazione della cute e per ridurre le perdite di acqua che possono essere causate dalla sudorazione.

Per una migliore protezione occorre consumare alimenti ricchi di beta carotene, il quale ha un enorme potere antiossidante che aiuta a proteggere dall’azione dei radicali liberi causati dalla radiazione solare.

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Il beta carotene stimola la produzione di melanina, il pigmento che da colore alla nostra pelle e protegge il nostro DNA dall’azione dei raggi ultravioletti del sole.

Il beta carotene è il precursore della vitamina A ed è contenuto prevalentemente nei cibi di colore giallo-arancio, in generale i cibi a maggior contenuto sono:

  • caroteRisultati immagini per carote
  • peperoni gialli-arancioni-rossiRisultati immagini per peperoni gialli
  • patate dolci americane Risultati immagini per patate dolci americane
  • zuccaRisultati immagini per zucca
  • spinaci e lattugaRisultati immagini per spinaci
  • prezzemolo, basilico e timoRisultati immagini per prezzemolo
  • broccoliRisultati immagini per broccoli
  • albicocche, pesche e meloneRisultati immagini per albicocche
  • piselli Risultati immagini per piselli

 

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La Nutrizionista in Farmacia

Sabato 22 aprile, dalle 9 alle 12, sarò presente all’interno della Farmacia Nuova di Casalgrande Alto per offrire consulenze nutrizionali gratuite.

Durante la consulenza si farà una prima valutazione della composizione corporea e si darà qualche consiglio sulle buone abitudini alimentari.

La consulenza gratuita avrà una durata di 20 minuti, occorre prenotarsi al numero 0522-996140 o direttamente presso la farmacia, in via Statale 16, di fianco al LIDL.

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La cucina e la felicità

Ieri, 20 marzo 2017, si è celebrata la “giornata della felicità”. Non è andata molto bene all’Italia, che risulta essere solo al quarantottesimo posto.

I parametri per misurare la felicità sono tanti, uno dei quali riguarda proprio l’alimentazione, sembra infatti che sperimentare ricette nuove possa aumentare il livello di felicità della persona.

Nella nostra civiltà il cibo ha un ruolo molto importante anche dal punto di vista sociale e delle aggregazioni, ogni volta che ci si incontra e ci si riunisce tra amici si è sempre seduti a tavolino, dal semplice e veloce caffè, a una pizza in compagnia, a una tavola piena di piatti elaborati. Cucinare per qualcuno, inoltre, denota un importante valore affettivo.

Per poter conciliare la felicità data dalla convivialità, e dal mettersi a cucinare qualcosa di nuovo, con un una cucina semplice, originale e salutare, ecco qualche idea di ricette semplici e veloci da sperimentare per organizzare nuove cene o aperitivi in compagnia provando cibi nuovi e sani.

  1. Chips di cavolo nero: per questa semplice ricetta servono solamente delle foglie di cavolo nero a piacere, olio extravergine d’oliva, eventualmente alcune spezie e i semi di sesamo. Per prepararla: tagliare le foglie di cavolo nero in pezzi di circa 4-5 cm. Disporle su una teglia coperta di carta forno e spennellarle con l’olio. Cospargerle con un po’ di sale e semi di sesamo (o le spezie). Inserire la teglia in forno ventilato a 200°C e dopo circa 15 minuti le chips sono pronte! Risultati immagini per cavolo nero
  2. Sfoglia di zucchine e patate: occorrono 2 zucchine e 2 patate, sale ed erbe a piacere. Per prepararla occorre tagliate a fette sottili, per lungo, le patate e le zucchine. Tagliate le fette di zucchine in 2 o 3 parti. Le fette di patate e di zucchine che ottenete dovrebbero avere più o meno la stessa grandezza, scegliete quindi delle patate non troppo grandi e, analogamente, delle zucchine non troppo piccole.
    Formate dei piccoli tortini alternando una fetta di zucchina e una di patate. Sistemate i tortini in un cestello per la cottura al vapore – è necessario utilizzare un cestello piatto, in metallo o bambù, per evitare che i tortini si disfino. Cuocete al vapore finché le patate non saranno cotte: i tortini non vanno cotti troppo, altrimenti non stanno insieme, 10-15 minuti dovrebbero essere sufficienti.
    Cospargete la superficie del tortino con un pizzico di fior di sale ed erbe a piacere. Risultati immagini per zucchine
  3. Stuzzichini all’avocado: occorre un avocado, alcuni pistacchi sgusciati, la salsa tahin (fatta con il sesamo), olio, pepe e limone. Per prepararli: pelare l’avocado e tagliarlo a rondelle di circa 1/2 centimetro; mettere in fornetto ventilato per 10 minuti.
    Nel frattempo, schiacciare finemente i pistacchi in modo da formare una granella.In una tazza, amalgamare la granella di pistacchi con il pepe e il tahini, aggiungendo se necessario un goccio d’olio per ammorbidire, e aggiustando di sale.
    Togliere le fette di avocado dal forno (si saranno dorate e ammorbidite), tagliarle a dadetti, e mettere mezzo cucchiaino di salsa su ciascun dadetto. Finire con una lievissima spruzzatina di limone (bastano poche gocce).
    Servire ancora caldi con uno stecchino per prenderli. Risultati immagini per avocado
  4. Tartine speziate: 1 rotolo di pasta sfoglia, latte di soia, misto di origano, pomodori secchi, semi di cumino e lievito alimentare. Per la preparazione: stendere la pasta sfoglia, spennellarla con il latte di soia e cospargerla con il mix di spezie e lievito.
    Tagliare la sfoglia a rombi o quadratini e farla cuocere in forno a 180° per 15 minuti.Risultati immagini per spezie

Ricette da VeganHome.it – http://www.veganhome.it/ricette/

 

Farina dalla A allo Zero zero

Il prodotto della macinazione dei cereali si chiama farina.

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Esistono numerose tipologie di farine, provenienti dai diversi cereali (grano, mais, orzo, farro, avena, segale) o di alcuni legumi. La più comune nel nostro paese è la farina di grano.

Farina di grano tenero

Si ottengono diversi tipi di farine bianche dal grano tenero (o frumento comune). Il maggiore impiego di queste farine è principalmente nei prodotti da forno, come pizze, pane e dolci. Le farine che si ottengono sono di diverso tipo:

  • farina 00: è la più raffinata, più ricca di carboidrati e ha quindi un maggior indice glicemico
  • farina 0: ha una minore raffinazione, contiene quindi la maggior parte dei chicchi di grano
  • farina 1 e 2: il grado di raffinazione è sempre maggiore
  • integrale: subisce solo un primo processo di raffinazione, contiene tutte le parti del grano, tra cui la crusca

Dal punto di vista nutrizionale le farine meno raffinate sono migliori, contengono più fibra, che oltre ad avere un effetto di regolazione intestinale, aumenta il senso di sazietà, riduce l’assorbimento di grassi e zuccheri in eccesso e ha un effetto positivo sulla flora batterica intestinale.

Farina di grano duro

si ottiene da una varietà di grano chiamata Triticum durum, che dà origine a una farina che chiamiamo anche semola, utilizzata principalmente per la pasta. Questa farina ha una maggior quantità di proteine e carotenoidi, oltre che un indice glicemico più basso e un maggiore potere saziante rispetto alle farine di grano tenero.

E il Kamut? Si definisce Kamut la farina ottenuta da una varietà di Triticum durum chiamato Khorasan.  Dal punto di vista nutrizionale sembra avere più proteine, vitamine e sali minerali (in particolare il Selenio) e può sembrare più digeribile per molte persone.

La Manitoba

La Manitoba si ottiene dalla macinazione delle varietà di grano provenienti dal nord America e dal Canada. Questo tipo di farina ha un alto contenuto di glutine che le conferisce elasticità e forza, per questo è adatta per prodotti a lunga lievitazione, come baguette, panettoni, pizza e per il seitan, alimento usato frequentemente nella dieta vegetariana e vegana. Occorre prestare molta attenzione al consumo di farina di manitoba in caso di problemi di celiachia e intolleranza al glutine.

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La prevenzione nelle malattie cardiovascolari: il ruolo dello sport e dell’alimentazione

Domenica 5 marzo 2017 si svolgerà, presso lo Sporting Club di Sassuolo, terrò questa conferenza dal titolo: La prevenzione delle malattie cardiovascolari: il ruolo dello sport e dell’alimentazione.

Dopo la cena sarà possibile prenotare una cena con un menù a basso contenuto di grassi.

L’ingresso alla conferenza è libero e non occorre la prenotazione. Vi aspetto domenica 5 alle ore 18 nella veranda dello Sporting, in via Vandelli 25, San Michele dei Mucchietti (Sassuolo – Mo-).

 

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Tisane dimagranti, drenanti, rilassanti? Qual è quella più adatta a te?

Con le basse temperature invernali il desiderio di sorseggiare una bevanda calda aumenta. E allora cosa prepararsi? Un caffè? Una cioccolata calda? Nell’indecisione la tisana rappresenta una valida alternativa, infatti, oltre a soddisfare il palato dà una mano all’organismo. La tisana sfrutta le qualità curative delle piante consentendo di alleviare piccoli disturbi.

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Ecco una guida che illustra i vari tipi di tisana, le loro proprietà e benefici, così da scegliere sapientemente quella più adatta alle proprie specifiche esigenze:

TISANA DIGESTIVA: promuove la secrezione salivare e gastrica, facilitando la digestione. E’ quindi utile per preparare l’apparato digerente a trasformare il cibo introdotto, per i dolori gastrici e lo scarso appetito.

Piante medicinali: genziana, zenzero, menta

 TISANA CONTRO IL GONFIORE ADDOMINALE: limita la formazione e il ristagno di gas a livello gastro-intestinale, favorendone l’espulsione dallo stomaco e dall’intestino.

Piante medicinali: cumino, anice, finocchio

 TISANA DIURETICA: agisce sull’apparato urinario aumentando la diuresi. E’ utilizzata per problemi di ritenzione idrica o in caso di sindrome premestruale.

Piante medicinali: equiseto, betulla, orthosiphon

 TISANA DEPURATIVA: libera l’organismo da scorie e tossine.

Piante medicinali: tarassaco, bardana, cardo mariano, boldo

 TISANA LASSATIVA: stimola la motilità intestinale, favorendo la conseguente evacuazione delle feci.

Piante medicinali: tamarindo, senna, cascara

 TISANA CONTRO LA CELLULITE: contiene piante con effetto diuretico o con effetto capillaro- protettore.

Piante medicinali: betulla, vite rossa

 TISANA SEDATIVA: aiuta a combattere l’ansia e lo stress.

Piante medicinali: valeriana, melissa, passiflora, verbena, lavanda, biancospino

 TISANA CONTRO LA TOSSE: sfrutta le proprietà espettoranti e mucolitiche di alcune erbe ed è quindi efficace in caso di tosse grassa.

Piante medicinali: edera, timo, eucalipto

 TISANA PER IL RAFFREDDORE: previene e tratta il raffreddore.

Piante medicinali: spirea olmaria, sambuco, rosa canina, tiglio

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 In conclusione ecco qualche utile informazione di base per comporre una tisana a proprio piacimento:

  1. le preparazioni devono essere omogenee ovvero non si devono mescolare parti di pianta molto diverse tra loro (per esempio fiori e radici)
  2. limitare la composizione ad un massimo di 5 o 6 piante medicinali diverse
  3. utilizzare una o due piante sinergiche per rafforzare l’efficacia della pianta principale
  4. utilizzare una o due piante aromatiche per la correzione del gusto
  5. conservare in luogo fresco e asciutto e consumare la tisana entro poco tempo dalla preparazione

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Ricordiamoci infine che per aromatizzare la tisana è meglio evitare lo zucchero, preferire un cucchiaino di miele oppure la migliore opzione è quella di abituare gradualmente il palato a sapori meno dolci, al reale sapore degli alimenti, eventualmente in questo caso aumentare la percentuale delle droghe aromatiche (menta, melissa, verbena, finocchio, anice, arancio, liquirizia).

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Francesca Nizzoli (Farmacista)

Olio di cocco: tra salute e bellezza

L’olio di cocco viene prodotto pressando il frutto del cocco, che ha una componente di grassi pari a circa il 65%. Ma di che tipo di grassi parliamo?

I grassi dell’olio di cocco sono soprattutto grassi saturi, ma si tratta di saturi a corta e media catena, che hanno un minor impatto sui problemi cardiovascolari e sono più facilmente digeribili rispetto a quelli a lunga catena, tra i quali troviamo ad esempio l’acido palmitico, uno dei maggiori componenti dell’olio di palma.

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Quest’olio sembra stimolare il metabolismo a funzionare più velocemente, sembra inoltre avere un effetto positivo anche sul grasso viscerale addominale, e sembra aumentare il senso di sazietà riducendo quindi il senso di fame. Inoltre l’acido laurico, uno dei principali nell’olio di cocco, sembra avere proprietà antimicrobiche, antifungine e antibatteriche.

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Questo alimento viene spesso utilizzato per le fritture e per i prodotti confezionati, ma oltre che in cucina questo prodotto viene anche usato nel settore cosmetico grazie alle sue proprietà idratanti, si utilizza infatti per dare elasticità e morbidezza alla pelle e per reidratare i capelli.

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Lo zucchero di canna, quale e come scegliere?

Lo zucchero, detto anche saccarosio, è estratto principalmente da due piante: la barbabietola da zucchero e la canna da zucchero, e si ottengono rispettivamente lo zucchero bianco e lo zucchero di canna.

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Quale di questi due tipi di zuccheri è il migliore? Lo zucchero di canna subisce diverse fasi di lavorazione industriale, fino a diventare zucchero integrale di canna, può poi subire un ulteriore processo di raffinazione fino a diventare zucchero grezzo di canna. Quest’ultimo ha proprietà molto simili allo zucchero bianco prodotto dalla barbabietola.

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Al contrario, lo zucchero integrale di canna, presenta un maggior contenuto di vitamine e minerali, un minor contenuto calorico, meno saccarosio e un più basso indice glicemico rispetto allo zucchero bianco e allo zucchero di canna grezzo. Ma come riconoscere questi due tipi di zucchero?

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Lo zucchero grezzo, in seguito al processo di raffinazione, tende ad averei granelli tutti della stessa dimensione e colore, il fatto che sia beige-marrone è dovuto alla presenza di piccole quantità di sostanze che vengono aggiunte, come ad esempio il caramello. Lo zucchero integrale presenta invece granelli di diverso colore e dimensione, a testimoniare una minore raffinazione a livello industriale.

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E’ bene, però, ricordarsi di cercare di ridurre lo zucchero nell’alimento, abituando gradualmente il nostro palato ai reali sapori degli alimenti.

Il cibo che porta la felicità

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Il buon umore è regolato da un ormone chiamato serotonina.

La serotonina, oltre ad essere definita “l’ormone della felicità”, sembra regolare l’appetito e il senso di sazietà. Pensandoci, infatti, quando si ha un calo dell’umore, come ad esempio nella sindrome premestruale, si sente il bisogno di mangiare di più e più dolci.

La serotonina, infatti, diminuisce l’ingestione dei carboidrati e fa aumentare quella delle proteine, è quindi normale e fisiologico, quando diminuiscono i livelli di serotonina, e quindi dell’umore, ricercare cibi dolci.

Questo ormone è prodotto dal nostro organismo a partire dal triptofano, un amminoacido definito essenziale, ovvero che deve essere assunto con la dieta in quanto il nostro corpo non è in grado di produrlo da solo.

Vediamo quali sono gli alimenti che contengono una maggiore quantità di triptofano, capace di fare aumentare quindi la serotonina nel sangue, e di conseguenza capaci di stimolare il buon umore:

  1. Latte e latticini, in particolare yogurt e ricotta sono in grado di aumentare questo ormone senza aumentare eccessivamente i grassiRisultati immagini per yogurt
  2. Uova Risultati immagini per eggs
  3. Carne, in particolare il pollame, e pesce, soprattutto il salmone Risultati immagini per salmone
  4. Semi di sesamo e di girasole Risultati immagini per semi di girasole
  5. Noci, mandorle e arachidi Risultati immagini per nuts
  6. Patate Risultati immagini per potatoes
  7. Frutta, soprattutto banane, kiwi, ananas e prugne Risultati immagini per fruit
  8. Verdure a foglia verde Risultati immagini per verdure a foglia verde
  9. Riso e cereali integrali Risultati immagini per rice
  10. Cacao e cioccolato fondente, questi rappresentano la fonte per eccellenza di serotonina, in momenti di difficoltà, infatti, è molto comune desiderare un quadratino di cioccolato Risultati immagini per cocoa